CHIARU SHIOTA – The soul trembles

Bentrovati amici del blog, dopo tanto tempo eccomi di nuovo da voi per raccontarvi una mostra che consiglio spassionatamente di andare a vedere.
La si può visitare dal 22/10/2025 al 28/06/2026 presso il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino.

La mostra
“The soul trembles” di Chiharu Shiota oltre ad essere la più grande retrospettiva italiana mai dedicata all’artista giapponese è un viaggio dentro la memoria, l’identità e le relazioni umane che si manifestano con installazioni immersive, sculture e disegni tra cui i famosi fili rossi, neri e bianchi.
L’artista si mette a nudo con tutte le sue fragilità e ci porta per mano dentro la sua anima rendendoci partecipi di ciò che sente e che vive intimamente.

L’artista
L’artista, nata a Osaka nel 1972 dopo aver studiato pittura alla Kioto Seika University, si trasferisce a Berlino dove si avvicina alla performance studiando con Saburo Muraoka, Rebecca Horn e Marina Abramović.

Le opere
Le sue opere sono spesso monumentali spesso realizzate con intrecci di fili – che simboleggiano i legami, le connessioni – legati ad oggetti come chiavi, valigie, barche e vestiti,
La sua poetica si concentra sulla relazione tra il corpo, lo spazio e la memoria condizionata da esperienze di vita vissuta come l’incendio del pianoforte del vicino di casa o la sua malattia (il cancro) che l’ha portata a considerare la persistenza del ricordo oltre la vita.

La Biennale
Nel 2015 rappresenta il Giappone con l’opera “The key in the hand” una coinvolgente e immersiva installazione composta da circa 50.000 chiavi appese a una complessa ragnatela di fili rossi che pendono su due barche antiche.
Le chiavi donate da persone di tutto il mondo, rappresentano un oggetto in grado di proteggere le cose importanti della vita di ognuno di noi, un mezzo per chiudere o aprire le porte a mondi sconosciuti.

Le mostre
Nel corso della sua carriera artistica la Shiota ha esposto al Mori Art Museum di Tokio, al Gropius Bau di Berlino e al MoMA PS1 di New York e il K21 di Düsseldorf.
Per la prima volta in Italia l’artista giapponese espone ad un museo d’arte orientale, il MAO di Torino.

Questa grande mostra monografica oltre a raccontare la contemporaneità dell’artista e delle sue più intime emozioni è un continuum con il passato le cui radici abbracciano l’opera della Shiota in un intreccio tra antico e contemporaneo che si lega a doppio filo come un’unica struggente installazione.

Roberta Fiano

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