{"id":339,"date":"2017-05-17T11:35:05","date_gmt":"2017-05-17T09:35:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/?p=339"},"modified":"2017-05-17T11:35:05","modified_gmt":"2017-05-17T09:35:05","slug":"teatro-nessuno-lo-sapeva-che-eravamo-santi-di-eraldo-miscia-regia-di-eva-martelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/2017\/05\/17\/teatro-nessuno-lo-sapeva-che-eravamo-santi-di-eraldo-miscia-regia-di-eva-martelli\/","title":{"rendered":"Teatro:  &#8220;Nessuno lo sapeva che eravamo santi&#8221; di Eraldo Miscia, regia di Eva Martelli"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Nessuno lo sapeva che eravamo santi&#8221; \u00e8 una pi\u00e8ce liberamente tratta dall\u2019omonimo poema di Eraldo Miscia, originario di Lanciano per la regia di Eva Martelli, messo in scena dalla\u00a0 compagnia de\u00a0 \u201cIl Piccolo Resto\u201d e l\u2019Associazione Culturale L\u2019 Altritalia di Lanciano.<\/p>\n<p>La mia amica Irene Giancristofaro mi ha parlato molto dello spettacolo che ho trovato davvero emozionante e suggestivo.<\/p>\n<p>La sua recensione e il libretto di sala, scritti davvero con l&#8217;anima, raccontano cos\u00ec bene la storia che ne riporto il testo integralmente, corredandolo\u00a0 con alcune immagini del&#8217;intenso reportage fotografico\u00a0 di Alessandro Tenaglia.<\/p>\n<p>Buona lettura!<\/p>\n<p><strong><u>Spettacolo al Fenaroli \u201cNessuno lo sapeva che eravamo santi\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u>La compagnia teatrale de \u201cIl Piccolo Resto\u201d e l\u2019Associazione Culturale L\u2019Altritalia di Lanciano invitano al racconto di alcune storie di uomini deceduti nella tragedia avvenuta a Marcinelle l\u20198 agosto del 1956. \u201cNessuno lo sapeva che eravamo santi\u201d \u00e8 una pi\u00e8ce liberamente tratta dall\u2019omonimo poema di Eraldo Miscia, originario di Lanciano, curata dalla regista Eva Martelli. Il testo di Miscia non affronta direttamente l\u2019episodio dell\u2019incidente nella miniera ma racconta la condizione di vita nell\u2019Italia nel decennio che va dal 1945 alla met\u00e0 degli anni \u201950. Dieci donne in scena ricordano il meccanico Taddeo, Stefano l\u2019amoroso, Antonio lo spretato, il facchino Filippone e il sindacalista Canuto. Lo spettacolo, rappresentato a Lanciano nel 2012 nella sua prima versione, nel giugno del 2013 va in scena al Bois du Caizer di Marcinelle, dove riceve un prestigioso riconoscimento. Nel novembre 2016 debutta al teatro Paul Garcin di Lione con un nuovo allestimento, ospite dell\u2019Istituto di Cultura su invito del Consolato Italiano. \u201cNessuno lo sapeva che eravamo santi\u201d si presenta come un\u2019esperienza che, attraverso un lavoro di pratica teatrale, diviene drammaturgia e materia multidisciplinare, declinandosi in diverse forme all\u2019interno di un progetto in continua evoluzione. Vi troviamo anche un \u201cDiario\u201d scritto da Irene Giancristofaro, a supporto di un\u2019opera che vuole essere un pre-testo per ricordare la storia d\u2019Italia del dopoguerra, dal punto di vista delle donne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-342\" src=\"http:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18518139_1905341103011563_3949892612775956821_o-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18518139_1905341103011563_3949892612775956821_o-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18518139_1905341103011563_3949892612775956821_o-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18518139_1905341103011563_3949892612775956821_o.jpg 975w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Diario \u201cNessuno lo sapeva che eravamo santi\u201d<\/u><\/p>\n<p>Recitato:<\/p>\n<p><u>Pensando alle donne rimaste<\/u><\/p>\n<p>\u201c<em>Quando tornerai a casa, il Cristo che \u00e8 sempre nella nostra camera da letto scender\u00e0 dalla croce e tutto sar\u00e0 abbondanza. Io provvedo alla mia fame, alla mia sete, al mio sonno, alla mia giovane bellezza e alle mie speranze. Ho bisogno di fare e inventare per non smarrirmi in questa scarna realt\u00e0, dove il mio cuore rimpicciolisce e non vuol farsi muto\u201d.<\/em><\/p>\n<p><u>Pensando alle donne rimaste e agli uomini che partirono <\/u><\/p>\n<p>Benedette le donne, quando la loro complicit\u00e0 non \u00e8 abitata da sensi di colpa, buona da stendere al sole come bianche lenzuola di lino. Lenzuola in cui fanno l\u2019amore e partoriscono la vita. I destini nascono avvolti da un bianco di femmina. Quando si nasce non si \u00e8 soli. Ma quando si muore si pu\u00f2 essere soli, dentro un buio colore di lutto indossato da chi rimane a vegliare i ricordi. Il resto, poi, sar\u00e0 silenzio o diverr\u00e0 memoria \u2026 i sepolcri e gli altari continueranno ad essere bianchi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-341\" src=\"http:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556581_1905341359678204_3553323189354378718_o-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556581_1905341359678204_3553323189354378718_o-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556581_1905341359678204_3553323189354378718_o-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556581_1905341359678204_3553323189354378718_o.jpg 975w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><u>Pensando di \u201cscendere tutti in miniera\u201d <\/u><\/p>\n<p>Nei pozzi, la luna la si trova nel fondo. Galleggia in uno specchio d\u2019acqua rotto dai sassi, che ne frammenta l\u2019anima riflessa. La sua luce incontra i sogni e le ombre, trovando dimora nel coraggio di chi scende a guardarla da vicino. Chi grider\u00e0 il proprio nome ad ogni liquida luna, torner\u00e0 a cercarne l\u2019eco per non sentirla smarrita.<\/p>\n<p><u>Pensando agli emigranti<\/u><\/p>\n<p>La fame e la storia ci esiliarono in una terra che neg\u00f2 l\u2019accoglienza di un abbraccio. Ci seppell\u00ec nello stesso modo in cui ci fece vivere, indegni di piet\u00e0. Un rito maschio, celebrato sugli altari, ci volle santi fuori dalle chiese e da ogni verit\u00e0. Ora, qualcuna guarisce le nostre ferite e non ci aspetta alle uscite. Canta parole che si fecero mute, ponendo un sasso e una rosa sui nostri sepolcri. Ci sentiamo nudi di giustizia e amore e chiediamo diritto di vestizione. Solo cos\u00ec potremo continuare il nostro cammino, senza inciampare nelle stelle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-340\" src=\"http:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18595226_1905341246344882_7053050864366016945_o-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18595226_1905341246344882_7053050864366016945_o-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18595226_1905341246344882_7053050864366016945_o-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18595226_1905341246344882_7053050864366016945_o.jpg 975w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><u>Pensando al Dio di un minatore<\/u><\/p>\n<p>Ci sono alcuni che hanno bisogno di inventare Dio, altri di accontentarlo ed altri ancora di comandarlo. Io avevo bisogno di amarlo, anche in quel suo sguardo distratto. Il giorno in cui morii, Dio era nelle chiese, dove \u00e8 pi\u00f9 facile farsi ascoltare. Nelle chiese, i crocifissi e i santi li puoi toccare con mano. La fede non insinua dubbi quando te la ritrovi davanti. L\u2019uomo ha bisogno che un mistero possa assumere una sembianza, per essere credibile. Un Dio fatto di niente non pu\u00f2 pretendere di concedersi neanche alle anime pi\u00f9 semplici \u2026 e noi non lo eravamo, a dispetto di tutti. Dio, ti ho perso e ritrovato tante volte nei miei naufragi, in cui eri tempesta e approdo. Tormento e salvezza. Matrigna e madre. Inquietante e necessario, ti ho respirato senza comprenderti.<\/p>\n<p><u>Pensando alla morte<\/u><\/p>\n<p>La Morte \u00e8 impudica perch\u00e9 serve Dio e il diavolo. \u00c8 ladra, femmina di bordello, padrona e signora degli altari. Non concede mai un mancato finale. Gioca a rilancio al buio all\u2019inferno e con i santi. \u00c8 dolorosa e temuta come la libert\u00e0, sacra e terrena come una religione. \u00c8 un mistero difficile da spiegare, se non lo si \u00e8 compreso gi\u00e0.<\/p>\n<p><u>Pensando alla figlia di un minatore<\/u><\/p>\n<p>Prima che io nascessi fosti statua d\u2019ebano fuori dalle chiese. La tua sposa ti mise dentro una preghiera che ti accompagn\u00f2 nel buio di un cielo capovolto, dove respirasti polvere scura, puzzo di sudore e di paura. La luce delle lanterne non erano come quelle delle stelle. Avevano sguardi di matrigne, non di sorelle. Padre, la tua storia mi \u00e8 stata raccontata dai silenzi di mia madre. I suoi sguardi hanno taciuto giorni sub\u00ecti, scelte obbligate e un dolore perduto. Io ti voglio amare, anche per ci\u00f2 che di te non compresi e non seppi perdonare. Ora non desidero pi\u00f9 inventarti, sono tua figlia e voglio ereditarti.<\/p>\n<p><u><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-344\" src=\"http:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18489909_10211077426829821_3133597723758451614_o-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18489909_10211077426829821_3133597723758451614_o-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18489909_10211077426829821_3133597723758451614_o-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18489909_10211077426829821_3133597723758451614_o-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18489909_10211077426829821_3133597723758451614_o.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Pensando ad un figlio di un minatore morto<\/u>.<\/p>\n<p>Ti ho conosciuto come un padre mai nato, naufrago in una terra di minatori che ti fece soldato. Per te il tempo rem\u00f2 controcorrente, mentre combattevi una guerra mai dichiarata che arruol\u00f2 tanta gente. Ti cerco in giorni perduti, in ricordi prestati e in volti scordati. Ti conduco in posti dove non sei mai stato, per darti quello che ti \u00e8 stato rubato. Ti parlo nell\u2019istante di una fotografia, raccontandoti ci\u00f2 che non sono o che si vuole che io sia. Non mi basti mai perch\u00e9 non ti conoscer\u00f2 come avrei dovuto e non sapr\u00f2 ci\u00f2 che sai e che mi hai taciuto. Dicono che l\u2019amore inventato non vale il ricordo di nessuno \u2026 ma cosa ne sa la gente? Non conosce questo mio dolore, non ne sa niente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-346\" src=\"http:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556495_10211077432269957_5106032686754975830_o-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556495_10211077432269957_5106032686754975830_o-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556495_10211077432269957_5106032686754975830_o-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556495_10211077432269957_5106032686754975830_o-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/www.robertafiano.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18556495_10211077432269957_5106032686754975830_o.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><u>Pensando ai minatori morti<\/u><\/p>\n<p>Un utero di terra ci diede dimora,<\/p>\n<p>e noi credemmo di poter nascere ancora.<\/p>\n<p>Ci resero uomini inferiori ai nostri sogni,<\/p>\n<p>con giorni di sole<\/p>\n<p>freddi come in un albergo a ore.<\/p>\n<p>Eravamo figli senza padri,<\/p>\n<p>alberi sradicati,<\/p>\n<p>fiumi arginati,<\/p>\n<p>vento di grecale<\/p>\n<p>e pioggia di acqua e sale.<\/p>\n<p>Ci abbracciammo nel dolore di quell\u2019unico volo,<\/p>\n<p>senza bisogno di confessarci amore.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Irene Giancristofaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nessuno lo sapeva che eravamo santi&#8221; \u00e8 una pi\u00e8ce liberamente tratta dall\u2019omonimo poema di Eraldo Miscia, originario di Lanciano per la regia di Eva Martelli, messo in scena dalla\u00a0 compagnia de\u00a0 \u201cIl Piccolo Resto\u201d e l\u2019Associazione Culturale L\u2019 Altritalia di Lanciano. 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