Hélder Fonseca INQUIETAÇÃO “Poesia e pensamentos”

 

Helder Fonseca è un filosofo, poeta e scrittore che vive e lavora a Bragança in Portogallo, vi scrivo un breve passo tratto dal suo libro di poesie INQUIETAÇÃO “Poesia e pensamentos” in lingua orginale e in italiano modestamente tradotto da me, sperando di essere stata all’altezza del compito.

Ao leitor

Esse é um livro para a mente, e alma. Um livro para emancipar a nobreza do nosso interior e estimular em nós o amor. O amor por nós mesmos e por nossa distinta autenticidade, o amor pelos outros e aceitação de suas singularidades, o amor pelo simples, o amor pelo belo, o amor pelo valor em detrimento do preço, o amor pela evolução pessoal visando um comum progresso, o amor pela vida.

 

Dedicatória

Dedico esta obra à minha amiga Bárbara Rådhner base estrutural da pessoa que sou, e o meu suporte incondicional em qualquer situação. Inevitavelmente, inspiração de muitos capítulos da minha vida.

 

Prefácio

Inquietação é uma obra literária de género poético em que o autor se debruça sobre diversas questões intrínsecas da vida do homem. Questões estas de carácter existencial, de auto conhecimento, de força interior, de amor, da sua visão e relação com o mundo à sua volta, e de sentimentos tanto os que confortam quanto os que afligem a alma de qualquer humano vivente. Como o nome sugere, esse livro representa noites em claro e reflexões que não se continha no interior e obrigaram os dedos do autor a transmiti-las para a folha de papel. Inquietação é como uma foto da vida do seu autor, pois representa um período de seu profundo autodescobrimento e definição de sua filosofia de vida uma vez que foi escrito numa altura em que o mesmo passava por uma fase de desenvolvimento pessoal que o fez revolucionar o seu modo de ver o mundo e apreciar vida.

Al lettore

Questo è un libro per la mente e l’anima. Un libro per emancipare la nobiltà della nostra interiorità e stimolare il nostro amore. L’amore per noi stessi e la nostra autenticità distintiva, amore per gli altri e l’accettazione delle loro singolarità, di amore per la semplicità, l’amore per il bello, l’amore per il valore del prezzo da pagare, l’amore per l’ evoluzione personale verso un progresso comune, l’amore per la vita.

Dedica

Dedico questo lavoro alla mia amica Barbara Rådhner base strutturale della persona che sono, e mio sostegno incondizionato in ogni situazione. Inevitabilmente, ispirazione di molti capitoli della mia vita.

Prefazione

Inquietudine è un’opera letteraria di genere poetico in cui l’autore si concentra su diverse questioni intrinseche della vita umana. Questi problemi di carattere esistenziale, la conoscenza di sé, la forza interiore, l’amore, la sua idea e rapporto con il mondo che ci circonda, sia i sentimenti che confortano che quelli che affliggono l’anima di ogni essere umano vivente. Come suggerisce il nome, questo libro sono le notti insonni e pensieri che non è riuscito a contenere in sé costringendo le dita a trasmetterle alla carta. Inquietudine è come un quadro della vita del suo autore, rappresenta un periodo della sua profonda auto-scoperta e la definizione della sua filosofia di vita, scritto in un momento in cui stava subendo una fase di sviluppo personale che ha rivoluzionato il suo modo di vedere il mondo e godersi la vita.

 

Eu só quero o silêncio,
sonho acordado.
Som maduro e luz,
por montanhas azuis
O misterioso pensamento
em que posso voar!
As expressões calmas.
Oh, que alegre tristeza tu me provocas,
vêm de idades mais profundas,
onde podes tocar os teus silêncios.

Voglio solo il silenzio,
sogno ad occhi aperti.
suono maturo e luce,
dalle montagne azzurre
Il pensiero misterioso
capace di volare!
Le espressioni di calma.
Oh, che dolore gioioso tu mi provochi,
Proviene da epoche più profonde,
dove è possibile riprodurre i silenzi

 

“É profícuo escrever de noite
porque de dia, vejo
rostos tristes, ausentes.
Em busca do futuro
rasgam o sentimento
com o presente”.

“E proficuo ascrivere di notte
perché il giorno, vedo
facce tristi, assenti.
In ricerca del futuro
strappo la sensazione
con il presente

 

Ela dorme
a noite – enorme
o dia acorda
trás memórias
do tempo sentido

lei dorme
notte – fonda
il giorno risveglia
i ricordi passati
del tempo sentito.

 

A luz mais brilhante
Com amigos por perto
noites maravilhosas.
Alcançamos as alturas inebriantes daquele mundo de sonhos
névoa incandescente do amanhecer
A água que flui.
O rio sem fim.

La luce è più brillante
Con gli amici cari
notti meravigliose.
Abbiamo raggiunto le vette inebrianti di quel mondo dei sogni
Incandescente nebbia dell’alba
L’acqua che scorre.
Il fiume senza fine.
Prazer em ser ouvido em ser tocado,

no ponto só meu,

ventos tempestades,

gritos de sensações, aplaudo sozinho o meu prazer……

perdi-te na noite arrependida do nada…. nua,

doce, de partidas constantes, onde encontro o meu eu,

atinjo o meu êxtase, quando sozinho estou eu..

 

Piacere di essere ascoltato per essere toccato,
l’acme del mio,
tempeste di vento,
grida di sensazioni, applaudo da solo il mio piacere

Ti ho perso nella notte delusa per nulla …. nuda,
dolci, le partite costanti, dove incontro il mio io,
Raggiungo la mia estasi quando sono solo ..

 

A chuva tem uma vaga ternura secreta,
é um beijo azul que a Terra recebe.
Amor acorda no azul do teu sonho.
Eu sou poeta e vejo a água a meditar.

La pioggia ha una vaga tenerezza segreta,
Si tratta di un bacio blu che la Terra riceve.
L’amore si sveglia nel blu del tuo sogno.
Io sono un poeta e vedo l’acqua pensare.

 

Porque sou um homem que procuro o prazer
tenho margens onde a vida é evitada
e há corpos que não devem ser repetidos na madrugada.
Este é o meu mundo, amigo
e a vida não é nobre, nem boa, nem sagrada.
pode um homem, querer
uma brisa tua, que vem do sono
onde sentes o acordar
do sono mal dormido.

Io sono un uomo che cerca il piacere
I lidi dove si evita la vita
e ci sono corpi che non devono essere rivisti al mattino.
Questo è il mio mondo, amico
e la vita non è nobile, né buona, né sacra.
può un uomo desiderare
il tuo respiro che viene dal sonno
dove si sente la scia
del sonno mal dormito.
Atrás de cada espelho
há uma estrela morta
há uma eterna calma
Nos olhos abertos
infinitos caminhos.
desses campos ocultos.

Dietro ogni specchio
vi è una stella morta
vi è una calma eterna
I nostri occhi aperti
infiniti percorsi.
questi campi nascosti.

endurecidos…
caminhos não percorridos
que o tempo desfaz.

Temprati …
cammini non percorsi
che il tempo annulla.

A noite enorme
telhado de vidro
mente distante.
Ausente
a cor existe
o poeta resiste.

La notte profonda
tetto di vetro
mente lontana.
assente
il colore esiste
il poeta resiste.

 

Este peso do mar a bater-me,
onde nenhum sonho,
te sinto tocar-me
sinto a tua presença
do meu peito afundado.

è il peso del mare a farmi male,
dove nessun sogno,
ti sento mi tocchi
Sento la tua presenza
sul mio petto incavato.
Noite tranquila
alma escura para sempre.

serata tranquilla
anima oscura per sempre.

Vi os rostos, sonhos e estradas
vi o teu silêncio sofrido
o ar transparente
de tristezas e alegrias
vi as noites de Boémia
e corpos nus, transparecendo
sombras escuras.

Ho visto i volti, i sogni e le strade
Ho visto il tuo silenzio sofferto
l’aria trasparente
di gioie e dolori
Ho visto le notti di Boemia
e corpi nudi, respirando
ombre scure.
Não me deixes perder
o que eu ganhei
e decorar o teu corpo
com mil folhas de outono festivo.

Non farmi perdere
quello che ho
e decorare il tuo corpo
con le mille foglie di un autunno festoso.

A lua brilha sobre o mar,
Os gemidos de vento
e aumento de movimento suave-
Ondas de prata e azul
o ar sopra suavemente
sempre que estás presente

La luna splende sul mare,
I gemiti del vento
e cresce il movimento soave
onde d’argento e blu
l’aria soffia dolcemente
quando ci sei.
Uma verdadeira amizade é
Fácil de começar
Difícil de terminar
Impossível esquecer.

Una vera amicizia è
Facile da cominciare
Difficile da finire
Impossibile da dimenticare.

 

Quando o frio da noite chega.
Eu convoco as lembranças do passado,
Suspiro pelo que ontem fui buscar,
Chorando o tempo já desperdiçado,

Quando la notte fredda arriva.
evoco i ricordi del passato,
Sospiro per quello che cercai ieri,
rimpiangendo il tempo ormai perduto,

 

Rasgam-se as nuvens no céu estrelado,
Invade-se a vontade de gritar,
o Sol mantém-se ao longe…calado,
Ouvindo o som do belo luar. A lua adormece por fim.
Mas o Sol nada leva a mal,
pois ama a Lua tanto assim,
que voltará a encontrá-la
num sonho de mel gelado

strappo nuvole nel cielo stellato,
m’ Invade la voglia di urlare,
il sole rimane a distanza … silenzioso,
Sentendo il suono della bella luna. La luna, infine, si addormenta.
Ma il sole non porta nulla di male,
perchè ama tanto la luna,
che tornerà a trovarla
un sogno di miele gelato

Tenho marcas em mim
de uma noite que embarca
vazia de estrelas
porém ainda molhada de gestos
no céu preto dos ventos
Sólido pedaço no Céu,
toda a imensidão diminuta
em noites frias sinto a tua
presença junto de mim.

Ho segni su di me
una notte piatta
vuota di stelle
ma ancora bagnata di gesti
sopraa un cielo nero di venti
solido pezzo di cielo,
tutta l’immensità si fa piccola

nelle notti fredde sento la tua

presenza accanto a me.

© Hélder Fonseca

Traduzione: Roberta Fiano

 

 

ONYRIA quattro pittrici e il sogno…

ONYRIA

Collettiva di pittura al femminile

 

“Non c’è occhio d’uomo che abbia mai sentito, né orecchio che abbia mai veduto, non c’è mano che abbia mai assaggiato, né lingua che abbia mai toccato, né cuore che abbia mai raccontato un sogno come il mio…” (William Shakespeare, Sogno di una notte di mezz’estate)

 

La storia, le scienze, le arti, da sempre indagano lo sconfinato mondo dell’onirico.

Un viaggio sospeso tra l’immaginario e il reale: la dimensione mitologica del Dio Morfeo contrapposta alla lucida psicanalisi di Freud.

Sogni che possono essere interpretati alla luce delle nostre ambizioni.

Speranze, desideri, paure, angosce…

Sogni che si realizzano o che si frantumano, lasciando vuoti incolmabili.

Romantici o disincantati, colorati o in bianco e nero, sensuali o tragici, i sogni ispirano la mente rendendola viva, creativa ma soprattutto capace di intraprendere e rendere reali grandi imprese.

In una notte stellata, girovagando tra i cortili del nostro inconscio, potrebbe

capitarci di tutto, personaggi, luci, ombre, colori, scenari potrebbero indurci a lasciare che il viaggio continui in un’atmosfera senza tempo e senza confini.

 

Tutto questo sarà interpretato dalla vena creativa di quattro artiste: Maria Anna Berardini, Elena Catalano, Teresa D’Agnelli ed Elisabetta Fuiano.

 

La sera del vernissage, dopo la presentazione, potremo entrare nel mondo dell’inconscio e dell’onirico con la performance teatrale di Maggie Salice, attrice del Teatro dei Limoni di Foggia: un viaggio artistico da vivere tutto d’un fiato, raccontato anche dalla videocamera di Rocchino Franchelli e per l’occasione, l’evento si tramuterà nella prima video-trasmissione di Art Beat, il radio show sull’arte contemporanea condotto da Robyan in streaming su Radio Athena Beat.

Appuntamento a venerdì 3 febbraio, a partire dalle ore 21:00 presso il Caffè Tra Le Righe di San Severo, in Via De Cesare 13. La mostra, a cura di Aradia Art Management, sarà visitabile fino al 3 marzo.

Ingesso libero.

BIO MARIA ANNA BERARDINI

La pittrice nasce a Genova ma attualmente vive a San Severo. Ha frequentato corsi di grafica, pittura e restauro. Usa varie tecniche come olio, pastello, acrilico, china su vari supporti come carta, tela e iuta. Negli anni ‘70 inizia la sua attività artistica esponendo in rassegne, concorsi, mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero ottenendo premi e validi riconoscimenti. Recensita da diversi critici su riviste e cataloghi d’arte accreditati, tra cui L’Acca,

L’Elite, Il Quadrato, Avanguardie Artistiche, alcune sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.

 

BIO TERESA D’AGNELLI

L’artista, classe ’88, nata a Canosa di Puglia, attualmente frequentante l’ultimo anno di specializzazione all’Accademia delle Belle Arti di Foggia.

Ha appreso l’arte della Pirografia da Carlo Proietto e successivamente l’ha fatta sua sperimentando e fondendola con altre tecniche come l’incisione con le lime, l’intaglio e l’uso dei pastelli. Per la mostra Onyria farà un omaggio ad uno dei suoi artisti preferiti, Salvador Dalì.

 

BIO ELISABETTA FUIANO

L’artista, nata a Tortona nell’81, ha studiato presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia.

Per molti anni abbandona il pennello, per dedicarsi a studi sull’arte esoterica ed i suoi simbolismi. Nell’estate 2011 riprende a dipingere e crea opere, anche grafiche, ottenendo una pubblicazione nel giornale d’arte casertano “ExpoArt” e partecipa a varie mostre ed eventi a Siena, Ancona, Vigo (Spagna), Catania, Roma, Napoli, Benevento, Foggia e non ultime le collaborazioni con il gruppo Ecstrarte. Dal 2013 è Direttrice Artistica dell’Associazione Culturale “Piccole Arti” di Foggia.

Attualmente insegna Disegno e Storia dell’ Arte nelle scuole superiori.

 

BIO ELENA CATALANO

Pittrice e ritrattista nata nell’88 a San Giovanni Rotondo, vive a San Severo. Attualmente sta lavorando alla stesura della Tesi in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia.

La sua opera in generale è materica perché per lei è essenziale l’interazione tra l’opera e il visitatore. Le sue opere sono da un lato commuoventi e belle, dall’altro dolorosamente attraenti.

I suoi lavori si concentrano sull’ incapacità di comunicazione oggi, il tentativo di dialogo, la dissonanza tra forma e contenuto e le disfunzioni del linguaggio.

Le sue opere, non dimentichiamocelo sono soprattutto di denuncia su determinati fatti e situazione che ancor oggi avvengono infatti uno dei suoi temi trattati riguarda la violenza sulle donne, il disagio psico-fisico, la natura.

 

BIO MAGGIE SALICE

Attrice del Teatro dei Limoni di Foggia, seguendo i corsi tenuti da Roberto Galano, Leonardo Losavio e Giuseppe Rascio. Approfondisce la sua formazione attoriale partecipando a stages e seminari con gli attori G. Ferraiola, R. Garrone, R. Curci, G. Maradei, E. Mahieux, A. Vergamini, S. Mazza, M. Tarasco, N. Rignanese, S. Angelucci Marino, M. Mascitelli, C. Alitto. Studia danza classica, moderna e contemporanea presso la scuola Tersicore Danza di Foggia. Dal 2015 segue gli insegnamenti di teatrodanza con i componenti della compagnia di Pina Bausch (Silvia Farias Heredia, Jean-Laurent Sasportes, Julie Shanahan), i docenti dalla Volkwang Universität der Künste di Essen (Giorgia Maddamma, Rodolpho Leoni, Stephan Brinkmann, Malou Airaudo), il coreografo Johannes Wieland.

Come attrice ha partecipato a numerosi allestimenti teatrali e si è cimentatata anche nella regia e nella coreografia. È esperta di teatro e danza nell’ambito di diversi P. O. N. negli Istituti Elementari di Foggia. Attualmente collabora con il Teatro dei Limoni come attrice e conduttrice di laboratori per ragazzi, lezioni di movimento scenico per adulti, workshop sul teatro fisico e con la Tersicore Danza curando la regia teatrale degli allestimenti di fine corso.

BIO ROCCHINO FRANCHELLI

Nato a Pont Ste Maxence (Francia) ha vissuto 26 anni a Nottinghamm in Inghilterra. Produttore multimediale, progettatore di corsi, workshops e laboratori, insegnante, coordinatore di marketing e comunicazioni sui Social Network, musicista, compositore, produttore audio/video e fotografo. Dopo il diploma in ‘Music Bussiness’ presso il collegio di “Newark and Sherwood” si specializza a Nottingham. Comincia a lavorare come ricercatore e sviluppatore d’informazione digitale per la comunicazione e promozione del marketing per vari artisti e case discografiche come la Polygram ad Hammersmith (Londra), in seguito diventa assistente tecnico radio per la BBC di Nottimgham e insegna in corsi multimediali. Nel 2014 decide di tornare in Italia e portare la sua esperienza e il suo know – how per valorizzare il suo paese di origine San Paolo Civitate e creare movimenti culturali e di promozione per le risorse umane e del territorio. Nel Settembre del 2015 nasce Radio Athena Beat di cui è fondatore, manager e produttore.

 

Francesco Severini, l’arte è cultura: filosofia, storia e simbolismo di un artista completo

Francesco Severini, l’arte è cultura:  filosofia, storia e simbolisomo di un artista completo

 

Parlare di se stessi sembra non essere mai abbastanza esauriente. Restano appese delle frasi, disordinate nel loro svolgersi, meno veraci di quanto l’esperienza sul campo non riesca a narrare. Diversi curatori e critici d’arte si sono occupati del mio lavoro (da Luisella d’Alessandro, presidente della Fondazione Italiana per la Fotografia, a Edoardo Di Mauro, storico e critico d’arte di Torino) così come molte riviste del settore (e non) hanno dedicato articoli al mio fare.

Ma preferisco essere io stesso a riferirne le induzioni e gli intenti.

Testimonianza del mio percorso, senza dubbio, sono le mostre effettuate in Italia e all’estero, dal 1985 (la prima personale a Milano) fino ai progetti più recenti di questi ultimi dieci anni. Geografie dei mondi possibili, Le forme del tempo, Gli occhi della pittura, Le armonie dell’anima, Sguardi diVini, in varie città italiane, Histoire des visages, a Parigi e a Chalons en Champagne. Su tutti Dittamondo, presentato per la prima volta a Torino nel 2006, con la stampa del volume a cura delle edizioni Thyrus e Le Fate italiane, progetto vincitore dell’VIII Concorso nazionale “Le collane di Med” e presentato in maggio del 2011 al Salone del Libro di Torino, nel quale l’aspetto di ricerca e di approfondimento culturale intorno alla letteratura al femminile si sposa con l’intento di dare forma al colore dei pensieri, dei sogni, di quelle aspettative di libertà che le scrittrici prese in esame esternavano attraverso il ricorso alla fiaba.

Lo stesso anelito che ha generato il lavoro sui Tarocchi e quello nella mia singolare wunderkammer – una pittura parietale di circa 40 mq realizzata nella stanza da letto della mia casa – cui ho dato il titolo di “Tetramorphosys” concepita secondo i dettami di una camera picta rinascimentale (di cui sotto il link al video su Youtube) “Tetramorphosys” è poi divenuta anche una scrittura teatrale, la cui messa in scena è avvenuta con grande successo nella Casa della Cultura di Acquasparta a maggio del 2014.

Inoltre i due più recenti progetti. Vagabolario – Viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli nelle isole linguistiche d’Italia, ovvero ventuno capolettera tanti quanti le lettere dell’alfabeto italiano, resi in forma di miniature di un singolare vocabolario, il mio personale Vagabolario appunto, ciascuno afferenti altrettanti popoli dei quali le immagini narrano le leggende, che a breve sarà un libro pubblicato da Prospettiva Editrice.

E infine À Rebours – Lo sguardo delle cose, la pièce teatrale che scritto, diretto e messo in scena per la prima volta a marzo del 2016, articolata in sette monologhi e una scena d’insieme, nei quali gli attori diventano oggetti “umanizzati” di altrettanti celebri artisti. Non da ultimo le committenze nell’ambito dell’arte sacra (due mie opere – “L’albero della vita” e “Il quieto incedere di Francesco” sono oggi nelle Chiese principali di Acquasparta).

Il tutto nell’intento primario di aderire ad un assunto fondamentale, secondo il quale per me fare arte è fare cultura. Attraverso il singolare mariage fra la letteratura e la pittura, pongo ad ogni possibile fruitore una induzione preminente: tornare a guardare l’arte, preda ormai della velocità del pensiero e di tutte le immagini vertiginose da cui siamo assaliti, nella convinzione che essa sia causa ed effetto di un sempre rinnovato piacere: quello della meraviglia

 

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e-mail: francesco_severini@hotmail.com

sito web: http://www.wix.com/francs03/francescoseverini

http://www.youtube.com/watch?v=j2vrI_UwVp0

Giuseppe Mucè: l’eleganza, il fascino e il mistero di uno stile che si fa ricordare

Giuseppe Mucè: l’eleganza, il fascino e il mistero di uno stile che si fa ricordare.

 

Oggi vi parlo di un mio caro amico col quale ho conseguito il master in management della moda a Bari nel 1999.

Giuseppe Mucè classe 1973 dopo essersi pagato gli studi presso l’Isituto Callegari ,comincia s a lavorare come stilista free lance per molte case di moda del barese, tra cui la Nocese Manifatture azienda produttrice di camiceria per uomo Harry & Sons.

In seguito entra come stilista di alta moda sposa presso la Cotin Sposa di Bari dove lavorerà per ben tredici anni.

 

Chiacchierando. gli ho chiesto se fosse cambiato molto il mercato della moda dai suoi esordi a oggi:

 

” È cambiato molto (ed è stato inevitabile) dopo il boom degli anni ottanta e novanta, in cui tutto era ben definito e riconoscibile e un capo firmato era identificabile senza leggere l’etichetta.

Oggi si chiede ai designer di creare collezioni in pochissimo tempo con l’ausilio delle

nuove tecnologie permettendo alle grandi aziende di lavorare a ritmi serrati, ma anche alle piccole realtà di copiare, riducendo la qualità e omologando lo stile.

Credo che l’unico modo per resistere sia opporsi e puntare sull’originalità e qualità del prodotto.”

 

Dice ancora: “C’è una concorrenza spietata da parte di paesi che hanno esportato in Italia e resto del mondo prodotti a basso costo, per cui molte aziende nostrane hanno dovuto adeguarsi o chiudere. L’utente finale del resto, non ha più la liquidità necessaria e acquista al prezzo più conveniente.”

 

Tuttavia anche secondo Giuseppe la figura dello stilista resta determinante:

” Una casa di moda è lo stilista che la rappresenta: la sua figura è molto importante, insieme al modellista e al reparto sartoria.

Il designer deve essere una spugna, assorbire tutte le informazioni utili, coniugare stile e richieste del mercato e non c’è un’altra figura professionale che possa sostituirlo.

Alcune aziende però fanno a meno dello stilista grazie a internet, sfruttando il copia/incolla.”

 

Quindi cosa suggerire ai giovani che intendono intraprendere questo percorso professionale?

 

“Ai giovani consiglio di prendere questo mestiere con serietà, restando con i piedi per terra. La Moda da tanto e pretende tanto, un minimo errore e sei out.

Non sentirsi mai arrivati e saper ascoltare, concentrando le proprie energie sul prodotto finito che è l’unico obiettivo.”

Domanda di prassi è chiedere a Giuseppe cosa sia per lui l’eleganza e come dovrebbe essere la sua donna ideale:

“L’eleganza è seduzione, fascino, mistero, non si compra ed è innata: la sola bellezza che non sfiorisce mai.

La mia donna ideale non si preoccupa di apparire, ma di star bene con se stessa: ama la semplicità,

i piccoli dettagli.

L’importante non è farsi notare, ma farsi ricordare, ciò vale anche per l’abito da sposa che va scelto secondo il proprio fisico e stile, senza orpelli. Negli anni ho visto tante ragazze entrare in atelier con le foto del loro abito ideale che poi indossato si dimostrava inadatto, consigliandole le ho aiutate a trovare l’abito giusto ed è stato emozionante vederle andar via contente e con gli occhi lucidi.”

 

Giunti al termine ho chiesto a Giuseppe cosa si aspettasse dal futuro:

 

“…. bella domanda,

spero che ritornino gli anni ottanta e novanta, per la situazione economica e lavorativa, quando l’Italia era all’apice del gusto e dell’eleganza riconosciuta in tutto il mondo.”

 

Roberta Fiano

Umberto Maria di Giuseppe, eclettismo e passione come stile di vita.

Umberto Maria di Giuseppe, eclettismo e passione come stile di vita.

Anni fa incontrai due miei cari amici che sognavano di diventare stilisti e sapendo del loro talento, quella sera li incoraggiai a tentare: uno di loro è Umberto Maria di Giuseppe.

Oggi vive a Milano e da anni e si divide tra l’Europa e l’Asia collaborando per marchi internazionali di Pret à Porter uomo e donna.

 

Ricordando i vecchi tempi ho chiesto:

 

Quando è nata in te la passione per la moda?

 

Sono cresciuto in una famiglia in cui avere stile è sempre stato importante, per questo ho imparato presto a riconoscere un accessorio raffinato e un abbinamento studiato: negli anni 80′ ho seguito con grande interesse il boom della moda italiana e internazionale.

 

Gianni Versace è stato lo stilista che ha stimolato la mia inventiva più di ogni altro, segnando una svolta nel mio percorso creativo.

 

Tuttavia per me era un mondo irraggiungibile che un ragazzino di provincia guardava da lontano.

 

L’idea di farne parte era un sogno, ma un incontro “casuale” mi suggerì di tentare: supportato dalla famiglia, con mia madre in prima linea, andai a studiare moda a Milano e da lì partì la mia avventura.

 

Hai lavorato tra Europa e Asia, raccontami la tua esperienza e quali sono le differenze.

 

Terminati gli studi ho fatto la gavetta: la prima esperienza mi ha portato a conoscere la creatività legata ad una forte organizzazione commerciale. La ricerca dei materiali e l’innovazione stilistica dovevano muoversi all’interno di una griglia di meccanismi ben precisi;

 

lavorare secondo uno schema, canalizza l’inventiva: creatività e innovazione non sono frenate ma valorizzate per ottenere il miglior risultato commerciale e di stile, ottimizzando gli sforzi.

 

Questo approccio lavorativo è diventato parte di me e mi ha guidato proficuamente nella carriera.

 

Come vedi il futuro per il Made in Italy?

 

Ritengo che l’eccellenza italiana sia ancora superiore, perciò questo bene inestimabile va preservato.

Purtroppo è poco protetto dallo Stato: altre nazioni supportano il proprio artigianato, in Italia invece i privati devono combattere da soli con grande sforzo e nemmeno l’utente finale ne è consapevole.

Se si vuole che il Made in Italy possa avere un futuro, Stato e aziende dovrebbero coalizzarsi per promuoverlo.

Da un po’ di anni a questa parte lo stilista  spesso è sostituito dal fashion blogger o dai cool hunter, cosa ne pensi e come vedi in prospettiva  la professione dello stilista?

 

E’ inevitabile che ci sia un’evoluzione dei meccanismi di ufficio stile:

gli imprenditori possono anche affidarsi a fantasiosi cool hunters o bloggers ma si tratta di fenomeni di passaggio.

 

La figura dello stilista di ricerca e sperimentazione emerge inevitabilmente

in quanto l’unica capace di fare innovazione, l’idea che da’ agli altri modo di parlarne, criticare, ispirarsi e attingere, in una parola “evolvere”.

Progetti per il futuro?

 

In un percorso di evoluzione, parallelamente alle mie collaborazioni, miro ad una collezione personale in cui applicare totalmente la mia esperienza, valorizzando l’artigianalità di un prodotto prezioso che sia espressione del vero lusso.

 

Cosa consiglieresti ai giovani che intendono intraprendere la carriera di fashion designers?

 

I passi tradizionali: iscriversi ad una buona scuola di moda per poi affiancarsi a qualche grande professionista per attingere al suo know -how, evitando di cercare scorciatoie nei social.

 

Il vero talento creativo deve trovare la sua piena realizzazione ed espressione in quanto tale.

Yayoi Kusama

Yayoi Kusama nasce a Matsumoto nel 1929 da una famiglia molto tradizionalista e repressiva. Fin da piccola l’arte è l’unico sollievo ai suoi patimenti esistenziali e crisi nervose. Per questo mette un oceano fra sé e il suo mondo trasferendosi a New York, sostenuta dal rapporto epistolare avviato con Georgia O’Keeffe che agevola e promuove l’avvio della sua carriera artistica. I primi anni sono un inferno, la scarsa disponibilità economica, i continui collassi nervosi e la solitudine sono i suoi primi compagni di viaggio. Ma ancora una volta è l’arte a salvarla: esorcizza le proprie paure con i celebri Infinity nets.

Nel 1959 crea così i suoi primi lavori della serie Infinity Nets, delle grandi tele lunghe quasi una decina di metri. Negli anni ’60 si dedica all’elaborazione di nuove opere d’arte, per esempio Accumulatium o Sex Obsession. A partire dal 1967 Kusama realizza numerose performance provocatorie e osé dipingendo con dei pois i corpi dei partecipanti o facendoli “entrare” nelle sue opere.

Come analista di se stessa dichiara: “La stragrande maggioranza degli oggetti che produco è di questo genere, il che fa pensare ad alcuni che io sia una fissata, ma si tratta di un clamoroso fraintendimento. Al contrario, il sesso mi fa molta paura. Ho cominciato a costruire falli nel tentativo di superare le mie fobie: avrei continuato a produrne e alla fine sarei riuscita a vincerle. In altre parole, quei falli erano una forma di automedicazione”. È questa quella che lei stessa definisce “arte psicosomatica”.
Da qui alle folli performance con orge il passo è breve e sul finire degli anni sessanta Kusama diventa con i Kusama Happenings, regina della rivoluzione pacifista, cavalcando lo tsunami hippie.

Nel 1975, per motivi di salute, ritorna definitivamente in Giappone. Da quel momento importanti personali e retrospettive sulla sua opere sono state allestite a Los Angeles, New York, Minneapolis, Tokyo, Londra, Parigi, Vienna, con un rimarchevole afflusso di pubblico. Nel 2000 il governo giapponese le conferisce il cinquantesimo premio del ministero dell’Istruzione e il premio del ministero degli Affari Esteri. Partecipa a due Biennali di Venezia, nel 1966 come rappresentante degli Stati Uniti d’America, e nel 1993 come rappresentante del Giappone.Si fa conoscere dal grande pubblico per la collaborazione con Peter Gabriel nel video “Love Town” (1994), in cui tutte le sue ossessioni – pois, reticolati, cibo e sesso – finiscono nel mondo ipertrofico della canzone dell’ex Genesis.

Ed un’altra occasione per aumentare la sua notorietà, l’ha avuta nel 2012 grazie a Marc Jacobs, direttore artistico Louis Vuitton, con il quale ha svolto una delle più grandi collaborazioni artistiche per la maison francese. Sono stati realizzati numerosi capi d’abbigliamento che riportano gli ossessivi pois, molto grandi e colorati. È stata realizzata anche una linea di borse Louis Vuitton, dove sono stati ripresi i modelli più iconici in cui la classica tela Monogram è stata sostituita con la ben più prestigiosa pelle Monogram Vernis Dots Infinity.

Invece altre borse hanno subito un restyling più fantasioso dove i manici, la parte superiore ed il fondo sono stati realizzati in pelle verniciata Dots Infinity, mentre la parte centrale è in nylon Monogram. Insieme alle borse sono stati realizzati articoli di piccola pelletteria, quali portafogli, pochettes, portamonete che oltre ai pois riportano le zucche ed i nervi biomorfici, altri elementi caratteristici dell’arte di Kusama. Sono stati lanciati anche bracciali modello bangle, scarpe decolleté e ballerine, nonché teli mare, parei, e foulard. Dal 1977 la Kusama vive nell’ospedale psichiatrico Seiwa, in Giappone, per scelta personale. Dipinge quasi quotidianamente nello studio a Shinjuku.

κρίσις, (Crisi)

κρίσις, (Crisi)

“molto spesso una crisi è tutt’altro che folle è un eccesso di lucidità” (“La crisi” Marco Castoldi – Blu Vertigo)

Bipersonale di Lara Celenza e Roberta Fiano

22 aprile – 11 maggio 2016

Vernissage

Venerdì 22 aprile ore 19,00

 

Dj Set: Lithium

Fotografa ufficiale: Virginia Vannucchi

Galerie ZeitZone, Adalbertstr. 79, 10997 Berlino

 

 

Il sostantivo “crisi” viene dalla parola greca, poi latinizzata, κρίσις

( krísis), che significa “punto di svolta in una malattia”, in cui si può decidere se il paziente prenderà la strada della guarigione o del peggioramento della sua patologia, termine passato poi, in senso lato, a significare “scelta”, “decisione”. Nei momenti di crisi, le cose sono instabili e potrebbero peggiorare, ma anche migliorare se vengono affrontate nel modo giusto.

La crisi dunque non è sempre negativa anzi, spesso è sinonimo di crescita e di presa di coscienza di un problema che è poi un primo passo verso la soluzione.

 

Le artiste Lara Celenza e Roberta Fiano indagano i molteplici aspetti del concetto di crisi, dalla crisi esistenziale alla crisi d’identità fino alla crisi morale, un viaggio dentro le contraddizioni dell’animo umano fotografate e illustrate con occhio attento e a volte spietatamente ironico.

La bipersonale avrà luogo presso la Galerie ZeitZone di Berlino dal 22 aprile fino all’ 11 maggio 2016.

 

Il vernissage in programma venerdì 22 aprile 2016 alle ore 19,00, avrà come colonna sonora il Dj Set di Lithium, mentre il reportage fotografico della serata sarà a cura della fotografa Virginia Vannucchi.

“Sehr oft ist eine Krise kein Zeichen von Wahnsinn oder Verrücktheit: es ist ein Exzess an Aufmerksamkeit.” (“Die Krise” Marco Castoldi – Bluvertigo)

 
Der Ausdruck “Krise” kommt vom griechischen Wort (INSERIRE PAROLA GRECA) (lateinisch als Krisis), welcher ursprünglich als “Wendepunkt in einer Krankheit” übersetzt wurde; der Moment in welchem es Gewahr wird, ob der Patient den Weg in Richtung Genesung einschlägt oder den Weg der Verschlimmerung beschreitet. Im weiteren Lauf der Geschichte wurde der Ausdruck “Krise” auch mit den Bedeutungen der “Wahl” oder “Entscheidung” belegt. In Momenten einer Krise, droht man den Boden unter den Füßen zu verlieren, Konstanten wanken in ihrer Stabilität und drohen zu verfallen, aber dennoch mag eine “Krise” oder eben “Wahl” bzw. “Entscheidung” sich ins Gegenteil verkehren und zu einer Verbesserung führen, wenn eben die Krise konstruktiv angegangen wird. Aus diesem Grund ist eine Krise nicht per se negativ oder als rein negativ zu betrachten. Au contraire ist eine Krise synonym mit Wachstum und Aufmerksamkeit zu sehen, denn sie begründet die ersten Schritte in Richtung der Lösung des Problems.
Die Künstlerinnen Lara Celenza und Roberta Fiano nehmen in ihrer aktuellen Arbeit die vielseitigen Aspekte des Konzeptes der Krise unter die Lupe: von der existentiellen Krise , über die Identitätskrise, bis zur ethisch-moralischen Krise spannen sie den Bogen ihrer Beobachtungen und untersuchen dabei auf ihrer Reise die Widersprüche der menschlichen Seele; fotografiert und illustriert mit einem scharfen und wachsamen sowie derweilen mit einem erbarmungslos ironischem Auge.

 

 
MORE INFO

Galerie ZeitZone
http://www.galerie-zeitzone.de/
https://www.facebook.com/GalerieZeitZone

Lara Celenza Photography
http://www.laracelenza.com/
https://www.facebook.com/LaraCelenzaPhotography

Roberta Fiano Artist
http://www.robertafiano.it/
https://www.facebook.com/Roberta-Fiano-437669616281199/?fref=ts

DJ Lithium

Virginia Vannucchi Photography
https://www.facebook.com/virginiavannucchiph/?fref=ts

Loneliness/Solitude

LONELINESS/ SOLITUDE

Bipersonale di pittura digitale di Roberta Fiano e Paola Marino

Dal 17 novembre al 17 dicembre 2016

Vernissage giovedì 17 novembre ore 21,00

Caffe tra le Righe/Spazio Off

San Severo (Fg)

“Sono una sinfonia di colori le cose che lasciamo andare: su ogni gradino della mancanza, li senti scricchiolare nel silenzio del cuore.” (Paola Marino)

La lingua inglese ha due termini per definire il concetto di solitudine: “solitude” per il dolore di essere soli e  “loneliness” per la gioia di essere soli. Nella lingua italiana esiste solo un termine: “solitudine”.

La pittura digitale su tela di Roberta Fiano che illustra gli aforismi di Paola Marino, indaga questa dicotomia.

Paola e Roberta non sono nuove a questa esperienza insieme: la prima, una bipersonale dal titolo “Come te nessuno m’hai?” anch’essa inaugurata al caffè tra le righe e poi portata a Torino e Firenze nel 2014 e la seconda l’anno successivo con una partecipazione a due collettive internazionali curate da Roberta Fiano insieme ad altri, rispettivamente in Irlanda a Dublino e in Portogallo a Porto.

Dopo il successo ottenuto da queste prime esperienze Roberta e Paola ci riprovano.

La mostra ha l’obiettivo di arrivare velocemente all’animo della gente, sia la tecnica del digitale che gli aforismi infatti sono una sorte di “social” riportato nell’arte, un modo di comunicare che sembra l’unico condiviso oggi da tutti.

Il mondo della comunicazione da social ha certo mille pregi e difetti, con questa mostra si vuole enfatizzarne i pregi, facendo di questo medium un’opera d’arte.

il vernissage comincerà alle ore 21,00 e la serata vi accompagnerà in questo viaggio tra le solitudini con un Reading di Paola Marino e la musica dei The Nine Tears.

LA SOLITUDINE

 

La lingua inglese ha saggiamente intuito i due aspetti contraddittori della solitudine. Così ha creato la parola “solitude” per esprimere il dolore di essere soli. E ha creato la parola “loneliness” per esprimere la gloria di essere soli. Nella lingua italiana per esprimere i due concetti esiste solo la parola “solitudine”.

Gli artisti indagheranno il duplice significato di solitudine: il dolore e la gloria di essere soli.

 

THE SOLITUDE

The English language has wisely sensed the two contradictory aspects of loneliness. So he created the word “solitude” to express the pain of being alone. He has created the word “loneliness” to express the glory of being alone.

In the Italian language to express the two concepts only exist the word “solitudine”.
The artists investigate the double meaning of loneliness, the pain and the glory of being alone.

True Fakes

TRUE FAKES

bipersonale di Amanda Roswell e Lara Celenza

Caffè tra le Righe/Spazio Off – via de Cesare 13 San Severo (fg)

dal 19 febbraio al 19 marzo 2016

vernissage: 19 febbraio 2016 alle ore 21,00

Siamo tutti impostori in questo mondo,
noi tutti facciamo finta di essere qualcosa che non siamo.
(Richard Bach)

TRUE FAKES la bipersonale di Amanda Roswell e Lara Celenza indaga le pieghe nascoste dell’inconscio, il lato oscuro osservato con coraggio e senza indugi, uno sguardo critico e a tratti anche ironico sui disturbi della personalità: dal bipolarismo al disagio psichico della depressione, fino alla doppia personalità dove realtà e finzione si mescolano confondendosi e destabilizzando sia gli “interpreti” che chi vive loro accanto.

La serata del vernissage che ha avuto luogo venerdì 19 febbraio alle ore 21,00 è stata ricca di colpi di scena e lo spettatore è stato coinvolto e trasportato in un mondo dove il vero e il falso si sono confusi creando equivoci e tenendo alta la tensione fino all’epilogo.

Amanda Roswell non esiste!

Amanda Roswell è un FAKE ideato da me e realizzato da un mio amico, che vuole rimanere anonimo.
Ho scelto gli stereotipi che piacciono tanto agli uomini: bionda,bona e un po’ zoccola.
Amanda ha riceuto centinaia di richieste di amicizia da artisti amici miei compreso il curatore irlandese che tutti conoscete,il quale ha persino chattato in italiano con lei,quando per collaborare con me e con Ecstrarte si parlava solo in inglese!Non contento ha pure invitato Amanda a fare una mostra in Irlanda!

Molti artisti sposati e padri di famiglia hanno fatto complimenti ad Amanda in chat, ho fatto mantere al mio amico un profilo basso, ma i TRUE FAKES di Fb si comportano molto peggio e spesso
cari amici uomini non sono belle donne provocanti ,ma uomini che si nascondono dietro profili finti!

Molti esperti d’arte hanno inserito Amanda in gruppi artistici e fatto i complimenti alle sue opere: FINTE!

Per le sue opere ho preso foto a caso da internet e ho usato un solo filtro di Photshop: effetto pittura a olio, ebbene con queste “cagate”(passatemi il termine) Amanda è stata inserita addirittura in gruppo di COLLEZIONISTI D’ARTE INTERNAZIONALE!

Per il suo profilo ho usato come prima immagine una foto di Kate Winslet ritoccata con Photoshop, il ritocco l’ho forzato: ha due occhi che sembra E.T. eppure ci sono cascati, ma il MASTERPIECE è stata una foto presa dal web di una ragazza bionda in topless vista di spalle, lì si è scatenato l’inferno! Complimenti a go go da donne e uomini!!

Per le altre foto ho usato l’immagine di una fashion blogger che somiglia molto alle prime immagini che ho trovato casualmente sul web, compresa quella di una donna che fa body painting in un Festival di Body Painitng a Montrèal di alcuni anni fa, ma sul fb di Amanda c’è scritto che lei ha partecipato due anni fa al Festival di Budapest!

Vedete, questa è un’opera d’arte e io ho usato in modo artistico FB e il Web, ma ci sono persone malate che possono usare le vostre immagini e appropriarsi della vostra identità o con falsi nomi affermare di essere quelli che appaiono nelle foto…


AMANDA ROSWELL DOES NOT EXIST! Amanda Roswell is a FAKE designed by me and made by a friend of mine, who wants to remain anonymous. I chose the stereotypes that men likes so much : blonde, hot babe and a little ‘bitch. Amanda has rieceived hundreds of friend requests from my artist friends including Irish curator who all know, who even in italian chatted with her when to work with me and with Ecstrarte he spoke English only! Then he has also invited Amanda to do an exhibition in Ireland! Many artists are married and fathers of family, they have made compliments chatting whit Amanda, I did to maintain a low profile to my friend, but the TRUE FAKES of Fb behave much worse and often dear friends tehy are not provocative beautiful women, but men who hide behind fake profiles! Many art experts have added Amanda in art groups and complimented her works: FAKE! For her works I took pictures random from internet and I used one Photshop filter: oil painting effect, well with these “crap” (pass me the term) Amanda has even been included in group of INTERNATIONAL COLLECTORS OF ART!
For her profile I used as the first image a photo of Kate Winslet retouched with Photoshop, retouching that I forced: it has two eyes that seem E. T. yet they have fallen, but the MASTERPIECE was a photo from the web of a blonde topless girl seen from behind, there was hell to pay! Congratulations to go go to women and men !!
For more photos I used the image of a fashion blogger who is very similar to the first images that I found randomly on the web, including that of a woman who does body painting in a Body Painitng Festival in Montréal a few years ago, but on fb Amanda is written that she attended two years ago at the Budapest Festival!
You see, this is a work of art and I used artistically FB and the Web, but there are sick people who can use your pictures and take possession of your identity or with false names claim to be the ones that appear in photographs …
BE CAREFUL TO HOW YOU USE FB …

 

Shadows and Dolls

 

 

Shadows and Dolls
6 – 19 July | Opening Reception: Friday 10th July 2015, 3-5 pm
Signal Arts Centre, 1 Albert Ave., Bray, Co. Wicklow
Gallery Opening Hours: Monday to Friday: 10am -1pm/2pm – 5pm, Saturday/Sunday: 10am – 5pm

Signal Arts Centre is delighted to be exhibiting works by talented artist Roberta Fiano. Shadows and Dolls is an exhibition that is split into two separate themes which have a common connection the concept of time and beauty.

Shadows
Time is an illusion ( Albert Einstein )
The shadows of the past and traces of lives in places where they left their mark a person who lives in the ruins of an abandoned house where the memories of the people who lived there before are still alive their ghosts leaving a charm and beauty that transcends time.

Dolls
Keep young and beautiful (Al Dublin & Harry Warren)
All the girls like to play with dolls they like designer clothes have nice hair big eyes and a catwalk model figure as the girls grow older they continue to play with dolls only this time the doll is themselves the passage of time may be unkind to some imposing a false sense of security turning the girls into ghosts of themselves.

www.signalartscentre.ie